Nottenera.Comunità_Linguaggi_Territorio
Sabato 25 Agosto 2012 a Serra de' Conti
Ero intelligente e volevo cambiare il mondo. Ora sono saggio e sto cambiando me stesso — Dalai Lama
Servizio Bus Navetta
Un servizio di Bus Navetta sarà attivo per tutta la serata collegando il centro storico dai principali punti di confluenza a Serra de' Conti.
Ingresso Unico
Ingresso Unico: 5 €
Ingresso Gratuito fino a 14 anni
Per informazioni: info@nottenera.it
Tel. 334.9278804
L'Amministrazione comunale di Serra de' Conti è lieta di ospitare a Nottenera il Sindaco di Cavezzo (MO) Stefano Draghetti, nell'ambito dei rapporti di solidarietà e collaborazione stabiliti tra le popolazioni terremotate dell'Emilia ed il Comune di Serra de' Conti.
Principio Attivo Teatro
Haná e Momó
Teatro d'attore e di oggetti
con: Cristina Mileti e Francesca Randazzo
da un´idea di: Cristina Mileti
teatro d´attore e di oggetti
Hanà e Momò oscilla tra l'arte teatrale " di figura" utilizzando oggetti, come protagonisti della storia narrata, che divengono segni di un linguaggio fortemente visuale e sensoriale, e "d'attore", essendo supportato dalla recitazione delle due attrici. Ciò che le protagoniste manipoleranno in corso d'opera, saranno oggetti semplici e riconoscibili, costituiti da materiali poveri e naturali, che diverranno personaggi di fantasia protagonisti dei loro giochi. Questo scambio di progressive trasformazioni, disseminate in ogni azione e reazione, sarà reso possibile sfruttando ogni elemento presente in scena. Nello stesso modo, anche il pubblico sarà componente attivo per lo sviluppo del percorso; non solo passivo spettatore quindi, ma anello indispensabile alla costruzione dell'intera catena narrativa.
Hanà e Momò depositati i propri bagagli attorno ad uno spazio circolare di fronte al quale approdano, si confronteranno giocando una partita; lo spazio che hanno davanti è un giardino vuoto da riempire, disadorno, fatto di sabbia, in cui le mosse del gioco saranno dettate dalla capacità che avrà l'una di sorprendere e superare le abilità dell'altra, attraverso creazioni di micro storie di fantasia, rese possibili da manipolazioni materiche. La fine della partita sancirà piuttosto che un vincitore, l'importanza e il valore del concetto di dualità e di incontro. Le due scopriranno quanto sia più importante attingere dallo stimolo reciproco, dalla gioia del "fare insieme", piuttosto che superarsi.
"Solo in questo consiste per me la vita, nel fluttuare tra due poli, nell'oscillazione tra i due pilastri portanti del mondo. Vorrei con gioia far vedere sempre la beata varietà del mondo e anche sempre ricordare che al fondo di questa varietà vi è un'unità"
—Herman Hesse
Per saperne di più:
» Bio Principio Attivo Teatro
» Bio Cristina Mileti
» Bio Francesca Randazzo
Dove e quando:
CHIOSTRO S. FRANCESCOU*
Ore 21.15 e 23.45 / 55m / 2 repliche
*Fino ad esaurimento posti
Les Ninettes
Sogno Ancora
Trio di acrobatica aerea
Regia di Giovanni Dispenza
C'era una volta o forse c'è ancora,
una padrona e le sue serve.
Tre vite sospese.
Uno sguardo dal buco di una serratura dentro il cuore di una casa che non ha cessato del tutto,
diremo per niente, di battere.
Trio di acrobatica aerea
Le attrici acrobate:
alla corda aerea Paola Li Vecchi
al trapezio fisso Tatiana Foschi
ai tessuti aerei Giulia Piermattei
Per saperne di più:
Dove e quando:
PIAZZA IV NOVEMBREF
Ore 22.45 e 00.30 / 40m / 2 repliche
15Febbraio e Claudia Hamm
Still Live
Teatro di parola
con: Valentina Diana, Lorenzo Fontana e (in videoproiezione) Armin Chodzinski
ideazione e regia: Claudia Hamm
collaborazione artistica: Jelka Plate
produzione: Associazione 15febbraio/Torino & Claudia Hamm/Berlino
coproduzione: Théâtre Durance Château-Arnoux/Saint-Auban e Festival delle Colline Torinesi
Vadi e Lofo (che abbiamo conosciuto in veste di colf con capitale culturale in "Servizio di pulizia", la prima parte di PROJECT CHRONIQUE, di cui Still Live è il secondo capitolo) hanno acquisito un nuovo valore sul mercato. Si è investito su di loro. Ma questi investimenti sul loro futuro sono ragionevoli? Su cosa si basano? Qual è il valore di ciascuno di noi e come si può farlo crescere e mantenerlo stabile e sicuro (possibilmente senza lavorare)? Vadi e Lofo, conquistata una piccola porzione di successo ( nella "borsa umana" il loro valore è un po' salito ) immediatamente si preoccupano per il futuro, cercano aiuto per garantirsi stabilità e cercano di elaborare strategie vincenti per avere sicurezza e successo. Ma cosa fare, se non esistono calcoli o sistemi razionali per garantirselo un futuro? Cosa fare, se capita che in questa borsa umana il tuo valore si abbassa invece di crescere? Qualcuno lì fuori decide di me - e non lo conosco! Cosa fare se i valori di questa "borsa" cambiano continuamente?
Da quando il futuro non si costruisce più attraverso una pianificazione curata ma attraverso la speculazione, ci si deve premunire! Le persone e le cose sono valutate soprattutto in base ad un loro potenziale futuro: oggi non sono niente, ma già domani potrei essere tutto - senza alcuna logica prevedibile - nonostante, oppure a causa, della crisi. Basta capire quale leggi presiedano questo futuro e lo si può controllare. Solo: chi può saperlo? Come sapere cosa è più utile e opportuno fare per ottenere e mantenere una condizione di stabilità e sicurezza? In questa "borsa- umana" non c'è nessun rapporto causa - effetto: né l'educazione, né le competenze, né le qualità individuali, né la dedizione nello svolgere il proprio lavoro, rappresentano una garanzia. Anzi, talvolta le cose sembrano proprio funzionare al contrario. Per non diventare completamente isterici , cercando di cogliere la "tendenza globale", Vadi e Lofo fanno tutto quello che possono: fanno il business plan, utilizzano la connessione Skype , chiedono consulenze e, PEST analisi alla mano,vanno alla ricerca del futuro.
Still Live è stato sviluppato dalla compagnia durante la Residenza presso il Théâtre Durance-Scène Conventionnée, (Château Arnoux Saint Auban - Région PACA), nell'ambito del progetto transfrontaliero Italia/Francia CAT/ALCOTRA ed è stato presentato in forma di Studio, al Festival delle Colline Torinesi 2010 ed al Theatre Durance, nel giugno 2010. Il debutto del progetto integrale francese è avvenuto l'11 febbraio, presso il Théâtre Durance; il debutto italiano a Caraglio presso Officine Marcovaldo nel Giugno 2011.
Per saperne di più:
» ...sul lavoro
» Bio 15Febbraio
» Bio Claudia Hamm
Dove e quando:
GIARDINI DEL MUSEOH*
Ore 21.00 e 23.45 / 70m / 2 repliche
*Fino ad esaurimento posti
Percorso individuale di teatro sensoriale interattivo
In luogo di
Di e con gruppo di ricerca Ass. Cult. Tivittori - Ex_Frantoio Serra de' Conti:
Silviamonica Beltrani, Mario Bravetti, Franco Casagrande, Alessandro Fantinato, Maria Rosaria Fontemagi, Claudia Gentili, Federico Giacani, Claudia Gianni, Irene Manara, Giulia Pelone, Maria Luisa Roman, Marco Totti, Pier Paolo Vernuccio
Un progetto di: Paula Carbini
Conduzione gruppo: Paula Carbini e Samantha Turci
Drammaturgia dello spazio e dell'immagine sensoriale: Samantha Turci
Marc Augé definisce nonluoghi "tutte le strutture necessarie alla circolazione accelerata delle persone e dei beni (autostrade, svincoli, aeroporti), i mezzi di trasporto, i grandi centri commerciali, i campi profughi... tutti gli spazi in cui milioni di individualità si incrociano senza entrare mai in relazione, spinti dal desiderio frenetico di consumare, di accelerare le operazioni quotidiane o considerati come porta di accesso ad un cambiamento (reale o simbolico)... Questa definizione evidenzia i nonluoghi in contrapposizione ai luoghi antropologici. Il luogo antropologico, identificato come luogo identitario, relazionale o storico, è allo stesso tempo un principio di senso per coloro che lo abitano e un principio di intelligibilità per colui che lo osserva."
Da queste riflessioni nasce il lavoro di ricerca che mira a riattribuire ad alcuni luoghi la capacità di produrre ancora cultura ed essere ancora capaci di trasformazione, mettendo a confronto la memoria e la semplicità delle cose con la modernità liquida che ci circonda. Ritrovarsi e riscoprire è il cammino libero di trasformazione che offre questa visita esperienziale. Qual è il tuo sogno?
PROGETTO
Questo progetto di ricerca prende avvio dall'incontro fra Samantha Turci e Paula Carbini: due stili e poetiche teatrali che si integrano.
Dodici partecipanti si sono poi uniti a loro in un percorso di ricerca attorno al tema della trasformazione.
Durante gli incontri, svoltisi presso Ex_Frantoio di Serra de' Conti per tutto l'inverno, in sessioni intensive di un fine settimana al mese, attraverso il metodo del teatro sensoriale interattivo, si è indagato il tema in oggetto.
L'esito della ricerca ha le caratteristiche del viaggio sensoriale interattivo.
Il gruppo di ricerca è costituito da giovani attori con esperienza teatrale e di teatro danza.
Le scelte estetiche di questo lavoro, riproponibile in diversi luoghi, si accompagnano parallelamente a scelte di condotta civile. Gli allestimenti nascono infatti dalla ricerca da parte degli interpreti stessi e dalla collaborazione reciproca nel reperimento di materiali e oggetti riutilizzabili "in luogo di". Il lavoro conduce dunque ricerche parallele nella totalità del luogo scenico, dello spazio e della drammaturgia, e in un periodo storico critico come quello in corso, prende dichiaratamente posizione sulla logica virtuosa del riuso, sia come necessità che come possibilità." (Claudia Gentili)
Per saperne di più:
» Bio Teatro Sensoriale
» Bio Paula Carbini
» Bio Samantha Turci
Dove e quando:
MUSEO ARTI MONASTICHEE*
Dalle 20.30 alle 23.30 / 30m / Percorso individuale interattivo / Ingresso ogni 5 minuti
*Prenotazione obbligatoria: punto info dalle 19.30 alle 20.15 o dalle 20.30 sul posto
Strasse - Leonardo Delogu
Come un campo incolto
Terza tappa piccola scuola nomade
COME UN CAMPO INCOLTO è un esperimento. È la punta più complessa in termini organizzativi e di impegno del progetto di ricerca Camminare nella frana, ed anche la più entusiasmante. Si tratta di un campo di 10 giorni in cui i partecipanti collaboreranno alla costruzione di un accampamento dove il gruppo vivrà, preparerà il cibo, dormirà e porterà avanti la materia di studio. Il centro tematico del seminario sarà la trasformazione, la possibilità di modificare il paesaggio, lo spazio, e di trasfigurare noi stessi a fronte della relazione con l´altro e con l´ambiente. Lavoreremo a renderci flessibili, permeabili, in movimento. Il lavoro avrà una parte di studio in sala dove affronteremo il sistema muscolare e il sistema fasciale e questioni compositive legate alla relazione, alla scrittura in due o tre, al lavoro in gruppo. Il laboratorio si arricchirà della partecipazione di alcuni ospiti. La terra e il fuoco saranno gli elementi guida di questa tappa. L´ultimo giorno è prevista un'apertura al pubblico del laboratorio all´interno dell´accampamento.
Ospiti:
Emiliano Austeri (artista e scenografo)
Vincenzo Schino e Marta Bichisao (gruppo di ricerca teatrale Opera)
Mariangela Gualtieri (poetessa e drammaturga)
Camminare nella frana è un ciclo di workshop cominciato nel 2011 che ha toccato alcune città italiane e molte persone e che ora nella seconda metà del 2012 diviene Piccola Scuola Nomade, allargando e integrando la proposta formativa; sette seminari da luglio a novembre per riuscire a restituire un po´ della complessità del viaggio formativo. SI tratta di workshop pensati come addestramento al lavoro del performer ed è, allo stesso tempo, la possibilità di allargare la mia personale ricerca a nuovi incontri e di sperimentare un metodo di condivisione, sviluppo e trasmissione delle informazioni di questo percorso.
Il punto di partenza dello studio è il corpo come paesaggio, come luogo, mappa geografica dei tempi. Uno studio che parte dall´ascolto meticoloso dell´interno, dalla consapevolezza della nostra macchina biologica, per poi abbandonarsi e vagare nelle pieghe dell´esterno, del circostante, nella scoperta della continuità tra dentro e fuori. Un lavoro inchinato, che si muove nella materia del teatro come quando si entra in un luogo abbandonato, in una chiesa, nella porta di un paese di montagna; quella percezione del sacro che dismette ogni arroganza di chi pensa di essere il padrone della terra.
Un viaggio dentro l´ascolto e l´attenzione, strumenti della presenza che permettono di essere connessi alla realtà, fuori dall´impero del pensiero razionale. Un addestramento all´accoglienza del presente, alla capacità di raccogliere le informazioni che turbinano nello spazio del presente, per canalizzarle e trasformarle in gesto, parola, relazione, essenza. Agganciarci alle correnti nascoste, alle forze telluriche della creazione e osservarci generare, dare forma e poi sgretolarle, posarci, stare fermi. Proveremo questo attraverso il lavoro individuale e corale,nello spazio chiuso di una sala e all´aperto. Utilizzeremo la città, i suoi segni, il paesaggio sonoro e visivo come panorama di cui nutrirsi e in cui dispiegare l'azione. La città come paradigma del nostro stare al mondo, il nostro risultato più evidente. Studieremo lo spazio nelle sue indicazioni oggettive di profondità, rarefazioni, pieni e vuoti, nelle ristrettezze progettuali della mente e nei bagliori di eternità. Ci riapproprieremo sottilmente dello spazio, ne faremo il nostro campo di battaglia e il luogo del riposo.
Camminare nella frana è per me quello che un performer dovrebbe sempre fare: non accontentarsi del conosciuto, non solidificare certezze ma spingere la propria ricerca laddove il terreno è sconnesso, nell'ignoto, nell´aperto, alla mercé delle intemperie. Camminare nella frana, mi sembra anche essere il nostro procedere in questi tempi. Anche se non ce ne accorgiamo attraversiamo un panorama rovinato, fatto di macerie, un sistema crollato nelle fondamenta, che tanto più precipita tanto più ostenta tranquillità. Vorrei addestrarci a non restare indifferenti, a farci carico della fine, incarnarla, essere lì nel punto del crollo, esporsi, riverberare la fine e ricominciare.
Per saperne di più:
» Bio Piccola Scuola Nomade
» Bio Leonardo Delogu
Dove e quando:
RITROVO PORTA DELLA CROCEB**
Ore 20.05 / 80m
**Ritrovo Porta della Croce ore 20.05 / passeggiata fino al Prato di Diogene (Accampamento) 15 minuti
Chiara Stoppa
Il Ritratto Della Salute
Teatro di parola
di Mattia Fabris e Chiara Stoppa
con Chiara Stoppa
Produzione Compagnia ATIR
Un giorno Chiara è venuta a trovarmi.
Si è seduta sul mio letto e mi ha recitato il suo "ritratto della salute".
Una tragica esperienza personale in un monologo che, con una comicità disarmante,
ci infligge una profonda e sobria commozione.
Questa ragazza coraggiosa è un autore di teatro.
Franca Valeri
"Il lavoro di Chiara Stoppa è uno spettacolo vero, semplicemente. Un monologo, una storia, la sua storia e basta. Niente fronzoli, solo una punta d'ironia qua e là. Ironia catartica, ben guidata dalla regia di Mattia Fabris. Un'ottima attrice alle prese con la messa in scena di se stessa, con un'energia percepibile in ogni momento del testo, da quelli più leggeri a quelli nudi, impietosi, che affrontano senza riserve il tema della malattia, di una malattia - il cancro - su cui il mondo ha posto un tabù" . (La giuria di Teatro in Circolo sullo spettacolo vincitore del "Concorso di Giovane Teatro Contemporaneo" )
Chissà com'è essere malati? Malati di tumore? Un giorno me lo chiesi. E poi...
Quando i medici mi dissero che avevo pochi mesi di vita, iniziai a pensare a cosa dire ai miei amici, alle persone a me care, per un degno saluto. Poi decisi che era meglio alzarsi dal letto, era meglio stare meglio, era meglio vivere no? E... ad ogni modo, ora, dopo molto più che pochi mesi, sono qui. In piedi, con una storia da raccontare.
E sono qui per questo. Dopo la mia guarigione, la gente mi cercava. Amici e sconosciuti. Mi chiamavano. Volevano sapere. Conoscere la mia storia. Che non è molto diversa da quella di altri. Ma unica in quanto personale.
Ho incontrato molte persone. Ho parlato con loro. Ai tavolini di un bar. Per strada. Al parco. Parlavo. Raccontavo. Di me. Con la difficoltà di ripetere ogni volta la mia storia. Ma intravvedendo negli occhi degli altri la luce della speranza. Si sentivano capiti, protetti, ascoltati.
E così ogni volta che mi cercavano, ripetevo, parlavo, raccontavo. Ma non è poi questo il mio lavoro? Faccio l'attrice. Racconto e faccio vivere ogni volta una storia. Questa volta è semplicemente la mia storia. Il problema di scriverla è stato superato aspettando la persona giusta. Mattia Fabris, amico e compagno della compagnia ATIR mi lesse alcune cose scritte da lui. Belle. Divertenti. Mi accendevano la fantasia. Gli parlai e accettò questa sfida. Darmi una voce scritta. Capire come raccontare e cosa raccontare della mia storia. Che vuole parlare a tutti. Scriverla per portarla in giro con me. Incontrare le persone. Tramite il teatro, che è il tempio dell'incontro. Nessun elisir di lunga vita, nessuna formula magica. Solo una ragazza di 25 anni che affronta una malattia. E quando le dicono che sta per morire decide di affrontare se stessa.
La malattia come passaggio. Come un viaggio in una terra lontana. Un viaggio dal quale a volte si torna indietro. Almeno per me è stato così e, come scrive Carver in una sua poesia: "...e che te ne sono grata, capisci? E te lo volevo dire."
Per saperne di più:
» Bio Chiara Stoppa
» Bio A.T.I.R.
Dove e quando:
PIAZZA DEL COMUNEL
Ore 22.30 e 01.00 / 65m / 2 repliche
Mariangela Gualtieri e Leonardo Delogu
Apriti notte!
Sinfonia di parole per la NeraNotte
sinfonia di parole per la NeraNotte di Serra de´ Conti
di Mariangela Gualtieri
con lei stessa e Leonardo Delogu
Apriti notte! vedrà insieme la poeta e drammaturga Mariangela Gualtieri e Leonardo Delogu, attore per il quale lei stessa ha scritto numerosi monologhi. Due voci e due timbriche diverse, legate da una stessa passione per la parola e cresciute entrambe alla scuola di Cesare Ronconi e del suo teatro. Verranno ripercorsi i versi più intensi, teatrali e non, in una sinfonia orale approntata per l'occasione.
Produzione Teatro Valdoca
Con il sostegno di Comune di Cesena/Emilia Romagna Teatro Fondazione
Con il contributo di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia Romagna, Provincia di Forlì-Cesena
Per saperne di più:
» Bio Mariangela Gualtieri
» Bio Leonardo Delogu
Dove e quando:
RITROVO PORTA DELLA CROCEB**
Ore 23.20 / 1h
**Ritrovo Porta della Croce ore 23.20 / passeggiata fino al Prato di Diogene (Accampamento) 15 minuti / ritiro obbligatorio talloncino al punto info
V. Curzi - F. Ferri - M. Giacchella
Fuga dalla bellezza: la metamorfosi del paesaggio
Conferenza spettacolo
Conferenza spettacolo
Testo: Valter Curzi
Musica: Francesca Ferri
Video: Matteo Giacchella
Narratore: Valter Curzi
Elaborazione live immagini: Matteo Giacchella
Violino: Marzia Ricciardi
Viola: Sara Tiburzi
Violoncello: Fabiola Pereira Martinez
Direzione: Francesca Ferri
La voce che canta è di Xavier Rebut
Nel secondo dopoguerra, molti di quelli che si chiamavano intellettuali impegnati si spesero in Italia sui temi del territorio. Ancora pochi mesi prima della sua morte, Pasolini, per reagire alla devastazione del paesaggio italiano, denunciava la distruzione dell' "Italia provinciale, rustica, paleoindustriale", per invocare la protezione non solo delle grandi opere d'arte, ma anche di "una stradina da niente, così umile", proprio" come "il patrimonio della poesia popolare" va difeso accanto alla grande poesia d'autore. La difesa del paesaggio doveva avvenire, secondo gli auspici del poeta, in virtù della "scandalosa forza rivoluzionaria del passato" (Settis 2012).
Il passato era inteso come un deposito di memorie e saperi tradizionali, che bisognava ascoltare e preservare, per tramandarne i principi alle future generazioni, in un patto implicito di responsabilità, nei confronti della cultura e del patrimonio (beni comuni), sancito dai nostri costituenti nell'articolo 9 della Costituzione italiana. Questo era il compito che molti artisti e intellettuali sentivano di interpretare.
Nel promuovere quei processi artistici e cognitivi che producono valori in contrasto con l'ottica di accumulo infinito, bisogna estendere la consapevolezza che i lavoratori dell'immateriale, dell'esperienza dell'essere (Mattei 2011), producono enorme ricchezza per tutti, che migliora la qualità della vita" (Ferri, 2012, in corso di pubblicazione).
In una cittadina e il suo Festival, uno storico dell'arte e studioso del paesaggio, una compositrice, un video-artista, le direttrici artistiche e gli amministratori locali - tutti, prima di tutto, cittadini - progettano un intervento originale, "Fuga dalla bellezza: la Metamorfosi del paesaggio", mettendo in comune le proprie competenze al servizio di un tema sensibile che ci riguarda tutti: il paesaggio italiano, la sua bellezza e la sua storia e il rischio di degrado irreversibile.
La fertilità del suolo, la tutela e la cura del territorio e il patrimonio immateriale a essi correlato, sono temi che dovranno interessarci sempre di più, perché riguardano il nostro futuro. Non solo in senso materiale, ma anche poetico. Dovremo tornare a sviluppare il senso di un'intelligenza affettiva rispetto ai luoghi, ai saperi tradizionali e alle loro presenze umane. I saperi tradizionali non sono sempre esatti, spesso hanno commesso errori. Ma bisogna, urgentemente, continuare a interrogarli.
La proposta artistica parte da una riflessione sul territorio marchigiano. Unica regione coniugata al plurale. Sarà per quella varietà del paesaggio e dei contesti che ancora oggi costituisce la sua peculiarità e il suo fascino. Dal mare Adriatico agli Appennini, da nord a sud, ancora numerosi sono i territori dalla bellezza inalterata nell'incontro armonioso tra natura e storia. Dal Montefeltro ai Sibillini, da Pesaro a Ascoli Piceno, città, borghi e campagne conservano le tracce di una storia millenaria nella forma inalterata dell'abitato, negli edifici monumentali e nelle sapienti geometrie di una campagna segnata dal lavoro contadino.
Nonostante ciò non mancano anche in questa regione esempi di un brutale consumo del territorio; deriva allarmante in una Nazione al cui tasso di natalità più basso d'Europa corrisponde il più alto livello di cementificazione. In Italia ogni anno vengono cementificati in media 161 ettari di terreno; così che assistiamo, disarmati, a una progressiva occupazione del suolo di un numero incontrollato di centri commerciali, supermercati, rotatorie, svincoli stradali, pale eoliche, impianti fotovoltaici.
A tutto ciò corrisponde, con sempre maggiore frequenza, la progressiva dismissione di complessi architettonici destinati a un rapido degrado. Le Marche, come il resto del Paese, sono costellate da centinaia e centinaia di edifici in rovina, che stanno trasformando il territorio in una discarica.
Lo spettacolo racconta tutto questo attraverso una drammaturgia che unisce parola, musica e immagine. La voce narrante racconta la metamorfosi del paesaggio italiano dal Settecento all'età contemporanea; da quando cioè il Bel Paese diviene, grazie alla ricchezza del suo patrimonio artistico e monumentale e delle bellezze naturalistiche, meta privilegiata di un turismo d'elite destinato a ampliarsi rapidamente. Un tema sul quale s'invitano gli spettatori a riflettere nella convinzione che paesaggio e beni culturali costituiscono ancora un'eredità e una risorsa preziose ed è dovere di ciascuno tutelarne la bellezza e il valore civico. La musica dal vivo e le immagini intrecciano un dialogo con il testo e con i paesaggi marchigiani al crepuscolo.
Un messaggio in grado di saper rendere queste memorie condivise e rivolgerle a un pubblico esteso, per età e contesti culturali, attraverso una proposta popolare - non populista -, colta e "affettiva". Questo è un tema centrale, non solo per l'arte, oggi.
Per saperne di più:
» Bio Francesca Ferri
» Bio Marzia Ricciardi
» Bio Matteo Giacchella
» Bio Valter Curzi
» Bio Sara Tiburzi
» Bio Fabiola I. Pereira M.
Dove e quando:
BELVEDEREP
Ore 21.00 e 00.00 / 45m / 2 repliche
La Compagnia dei Fuocolieri
Una realtà concreta
Perfomance finale del Workshop
La trasformazione, intesa come sociale, coscienziale e relazionale (quindi squisitamente umana), è l´unica Rivoluzione contemporanea che intendiamo come tale. Questo ci insegna la gente scesa in piazza Tahrir un anno fa nonchè i bambini, le donne e gli uomini Siriani da più di un anno ormai: non volere essere uguali o speculari a chi li uccide è indicativo di un salto coscienziale, relazionale, sociale e quindi culturale. A questa trasformazione, alla logica di pacificazione che la presiede ed alle conseguenze che comporta, ci vogliamo ispirare nella realizzazione del laboratorio residenziale e dello spettacolo per Nottenera ´12, cercando dei tratti universali nel riconoscere la trasformazione di sé come un fatto presente nella dinamicità costante degli esseri umani tutti.
Ragionando insieme di questo proveremo a mettere in scena sia un fatto autobiografico che un fatto sociale; un viaggio interiore e metaforico, quindi, oppure concreto e crudele come quello dei flussi migratori, poichè, con le inevitabili tempeste ed ostacoli, sia che si attraversi il mare metaforico del viaggio interiore sia quello reale del Mediterraneo, è possibile approdare a una costa di rigenerazione data dalla possibilità di scelta e dalla capacità di mettersi in discussione, sapendo accogliere, ascoltare, dialogare riconoscendo la specialità e l´unicità di ciascuna e ciascuno.
La rigenerazione o la trasformazione implicano uno sbilanciamento, è questo che cercheremo e proveremo insieme a rendere chiaro nel laboratorio, individuando un "avanti possibile e migliore" e un "indietro possibile e peggiore". Il workshop e conseguentemente il suo esito finale, che prenderà la forma di uno spettacolo offerto al pubblico nella Nottenera del 25 agosto a Serra De´ Conti, muoveranno da una rappresentazione giocata su un duplice piano: quello individuale e quello collettivo, consapevoli che entrambi si sviluppano ed incidono su un terzo piano, quello della relazionalità. Inevitabile quindi il coinvolgimento diretto del pubblico attraverso atmosfere, spazi e itinerari mentali e sentimentali. Potenziato dall´energia del gruppo, il fuoco con la sua carica arcaica, accentuerà l´invito al rinnovamento ed alla trasformazione umana.
Per saperne di più:
» Bio La Compagnia Dei Fuocolieri
» Bio Sabrina Firmaturi
» Bio Gabriella Matranga
» Bio Carlo III
Dove e quando:
PIAZZA IV NOVEMBREF
Ore 23.30 e 01.30 / 45m / 2 repliche
Compagnia Icircondati
Teatro Zingaro
Il trio propone uno spettacolo che parte senza dubbio dalla musica, interpretando un repertorio formato da pezzi originali composti da Luciano Menotta e da pezzi tradizionali di musica klezmer, intervallando i brani musicali al gioco teatrale. I personaggi e gli strumenti in scena faranno vivere momenti di comicità, di assurdità e di poesia, interpretati dai corpi, e dalle melodie che arriveranno a fondersi all' unisono. Il gesto e il suono giocano nell'esaltazione della libertà delle emozioni, creando qualcosa di inedito di appena nato: Teatro Zingaro.
Francesca Gironi, Francesca Tilio
The girl is missing // I don't know who I am
Photographic performance - Site specific
Musiche originali: di Luca Losacco
Video: Francesca Tilio
Abiti e oggetti di scena: Laura Bastianelli, Francesca Tilio
Tecnica: Sabrina Ferini
Performance fotografica di Francesca Gironi (danzatrice) e Francesca Tilio (fotografa). Il set fotografico allestito ospiterà uno spettatore alla volta e gli scatti realizzati verranno pubblicati su thegirlismissing.blogspot.com
Una donna è in cerca di sé. Ha perso il contesto e l'identità. Ha perso la memoria. Per ricostruire la sua storia ha a disposizione pochi oggetti sparsi in una stanza vuota, ma non sa leggere gli indizi. La memoria si affaccia tra le pieghe di un abito, è intrappolata in fondo ad un bicchiere, corre lungo i fili del telefono.
La performance è un set fotografico. Ospita uno spettatore alla volta. E' visibile al pubblico. Ogni situazione dà vita a uno scatto, che insieme agli altri costituiscono le tracce di una storia. L'ospite/spettatore partecipa al mistero, ha accesso a un mondo di déjà vu e sussurri. Si dispone alla relazione con la fotografa e la performer. Diventa tassello di una storia che ricostruisce decifrando gli indizi.
La donna/performer entra in relazione con l'ospite, nel contatto e nella prossimità, con azioni e gesti muti. E' intrappolata in un gap spazio temporale. Chiede aiuto per ricordare.
La fotografa accoglie l'ospite, lo conduce sotto voce, scatta.
Il pubblico osserva.
Per saperne di più:
» Bio Francesca Gironi
» Bio Francesca Tilio
Dove e quando:
CHIESA DI S. MICHELEX*
Ore 00.45 / 1h
*Dalle ore 00.30 ritiro talloncini obbligatorio in loco
Javier Cura e Moss Beynon Juckes
Underground Love ovvero Elogio funebre di un consumatore
Performance finale del Workshop
Possiamo osservare nella nostra attuale società "industrializzata" un parallelismo tra il modo in cui rifiutiamo la presenza della morte e il modo in cui rifiutiamo di vedere cosa accade con i nostri materiali di scarto. Come se la visione utilitaristica del prodotto da consumare abbia trasceso il nostro modo di considerare la vita e quella di coloro che verranno dopo di noi. In pratica non interessa sapere cosa succede "all´oggetto" dopo la sua "vita utile". Così facendo lasciamo in eredità a coloro che ci seguiranno una montagna di rifiuti materiali e simbolici. Il rifiuto di osservare ciò che accade crea i "rifiuti" e modifica la visione della vita, concepita soltanto come un utile che scorre su un tempo lineare e finito. Se la vita, invece di lineare e completa, la si concepisse come ciclica e infinita, e se sentissimo la nostra singola esistenza come parte e non tutto, la morte potrebbe considerarsi un momento di trasformazione e trasmutazione, che diviene addirittura possibilità per altri o avvento di altro.
È per questo che il workshop e la performance finale ricreeranno un funerale gioioso concepito come Artificio di Trasformazione. Così come nella "Metamorfosi" di Ovidio tutto può trasformarsi dissolvendo la rigidità della realtà, stabilendo una parità essenziale tra tutto ciò che esiste, ci rimpadroniremo dell´arte della trasformazione conferendo leggerezza e continuità ciclica al nostro vissuto.
Eserciteremo la nostra capacità giocosa e creativa di trasformarci e trasformare oggetti, spazi, suoni. Svilupperemo l´elasticità fisica e mentale tramite la pratica della contact improvisation, del tango, delle arti marziali e del teatro fisico.
Tramite la "voce in movimento" creeremo spazi sonori, ritmi, melodie, frammenti di dialoghi e narrazioni. Con l´ utilizzo di fonti luminose e materiale di scarto creeremo nuovi modelli spaziali e nuove creature/oggetti immaginari.
Per saperne di più:
» Bio Javier Cura
» Bio Moss Beynon Juckes
Dove e quando:
GIARDINI CA FOSCOLOC*
Ore 22.30, 01.15 e 03.00 / 50m / 3 repliche
*Ritiro obbligatorio di talloncini in loco a partire da 15 minuti prima degli spettacoli
Teatro Sovversivo
La Macchina Sovversiva!
Mini spettacoli in auto
La tua scelta si/ci/ti trasforma
Regia e sceneggiature: Lorenzo Bastianelli
Una macchina con logo Teatro Sovversivo resta parcheggiata in un luogo chiuso. All'interno di questo spazio il pubblico vedrà: una schiera di attori numerati, un elenco di titoli, e una serie di oggetti sparsi a terra (a mo' di scena del crimine) contrassegnati da una lettera progressiva dell'alfabeto.
Un supervisore parlerà con il pubblico, chiederà conto delle proprie vite, si informerà del loro stato d'animo, scambierà visioni, chiederà cosa vorrebbero vedere, come si sentono in quel preciso momento della loro esistenza. Cosa assolutamente non vorrebbero vedere.
Poi il supervisore sceglierà uno, due, tre o quattro spettatori per volta.
Li farà entrare nello spazio e lì ci si troverà di fronte ad una scelta: tra facce, oggetti o idee, si dovrà decidere cosa far accadere dentro lo spazio/macchina e così invece dei bagagli si "caricheranno" attori, spettatori, danzatori, oggetti, vite, dinamiche. Il pubblico avrà di fronte una sorta di catalogo vivente con nomi e numeri rigorosamente da selezionare con cura e con molta attenzione. Su questa scelta può intervenire il supervisore, potrebbe decidere lui cosa farvi vedere sulla base della chiacchierata fatta con lui; potrebbe essere lui ad indicarvi un frammento adatto a voi o un frammento molto lontano da voi ma che può essere un nuovo modo di confronto. Il supervisore cercherà, ogni volta, di scegliere per farvi comunque compiere una piccola trasformazione, un percorso verso nuovi stravolgimenti.
Gli attori di Teatro Sovversivo vi apriranno le "portiere" su piccoli mondi, visioni private e a volte assurde; visioni da consumare in un bagagliaio molto spazioso; la svolta è quella dell' interazione totale con il pubblico; non si racconteranno storielle, non si farà solo finta, non si trasformerà la macchina soltanto in un semplice teatro, si vivranno frammenti di paura, ansia, amore, violenza.. si sarà immediatamente catapultati in altri mondi, in luoghi oscuri e in sorprendenti spazi di rapporti conflittuali, da cui molti vogliono scappare, da cui ci si nasconde dietro ad un finto sorriso per non crollare.
Per saperne di più:
Dove e quando:
PIAZZA IV NOVEMBRE_Parcheggio BibliotecaF*
Dalle 22.30 alle 01.30 / 3-6m
*Numero di spettatori variabile da 1 a 4 scelti dalla compagnia in loco
Matteo Uggeri, Luca Mauri, Francesco Giannico
Pagetos
Concerto
Recentemente l'italiana Boring Machines ha pubblicato l'ultimo capitolo di una trilogia iniziata nel 2007 e dedicata agli spazi tra gli elementi, all'interno della quale ha trovato posto un primo CD dedicato al deserto ("Erimos", tra terra e fuoco), poi un secondo alle nuvole ("Nefelodhis", tra aria e acqua) e un terzo al fumo ("Kapnos", tra fuoco e aria).
Infine questo "Pagetos", ossia brina, unisce terra e acqua in un ipotetico mattino invernale, nel 'risveglio' dell'alba, tanto che i brani sono titolati come ore del primo mattino, nel momento in cui la brina si scioglie e si trasforma in nutrimento per la terra.
Il concerto che si tiene a Nottenera è la prima performance derivata da questo concept giunto al suo quinto e conclusivo anno. Ad esso hanno partecipato numerosi musicisti della scena sperimentale italiana, tra cui Maurizio Bianchi, che assieme a Matteo Uggeri è l'iniziatore del progetto. È con quest'ultimo (a field recordings e tromba) che Luca Mauri (chitarre) e Francesco Giannico (pianoforte ed elettronica) proporranno un live denso di stratificazioni volte a portare gli ascoltatori dalla condizione del gelo notturno a quella della quiete della luce diurna.
Hanno scritto del disco:
"The fourth installment in the "Between The Elements" series, Pagetos, begins with the early crackles of ice forming on trees, treating the wee small hours as a blank canvas on which to layer and creep before the inevitable melt and disintegration come sunrise... This is music in extreme close up, locked on miniature detail watching individual blades of grass succumb to Jack Frost's icy touch and the veins freezing in fallen leaves. Beginning just a shade before five o'clock with "Ground Frost Breeding" and ending a minute after nine with "Melt", the Italian trio of Matteo Uggeri, Luca Mauri and Francesco Giannico take us on a journey through the world beneath our feet." FLUID RADIO (Steve Dewhurts)
"Suoni naturali che si inseriscono benissimo nelle emozioni del mattino in questa partitura sonora gelida e accogliente allo stesso tempo."
NICOLA CATALANO (Radio 3, Battiti)
"Pagetos surpasses expectations, and honors the set as a whole."
A CLOSER LISTEN (Rich Allen)
"Pacate suggestioni invernali, quasi da soundscape targato ECM."
RUMORE (Vittore Baroni)
"Uno scrigno di delizie arcane che non sapevamo di amare"
ROCKERILLA (Aldo Chimenti)
La traccia 5:34 AM - Calaverna compare su "Tapper" di The Wire nr. 28, Aprile 2012.
Video promo: Vimeo.com
Per ascoltare tutto il disco: www.matteouggeri.bandcamp.com
Informazioni in inglese: www.boringmachines.it
Pagina (in inglese) su tutto il progetto: www.greysparkle.com
Per saperne di più:
» Bio Matteo Uggeri
» Bio Luca Mauri
» Bio Francesco Giannico
Dove e quando:
GIARDINI DEL MUSEOH
Ore 02.15 / 45m
Above the Tree
Le Trasformazioni Minime Degli Elementi
Concerto
La performance che Above the tree propone per Nottenera è una sorta di esposizione delle trasformazioni di stato di elementi chimici.
Lo spettacolo si caratterizzerà per una serie di eventi/esperimenti concatenati, micro performance che si intrecceranno una all'altra producendo, lavorando sia a livello visivo che sonoro.
La colonna sonora caotica che si comporrà di suoni concreti delle trasformazioni e di musica suonata dal vivo. nGli elementi cambieranno di stato creando colore e ambientazioni apocalittiche: fumo, piccole esplosioni, proiezioni di colori invitano il pubblico ad essere parte attiva.
Mirco Rinaldi
Hansel?
Mapping video
Mapping: di Mirco Rinaldi
Musiche: Lunicu
Un video mapping che sfrutta le architetture della facciata di un palazzo del centro storico, colorandola, modificandola e animandola con immagini e suoni originali. Liberamente ispirata alla fiaba di Hansel e Gretel. Rivisitata in chiave contemporanea per essere riadattata all'istallazione, la video proiezione narra di una "nera notte" ambientazione di racconti onirici e orrifici, dove la tensione si stempera attraverso il linguaggio dell'illustrazione per bambini.
Per saperne di più:
Dove e quando:
PIAZA IV NOVEMBREF
Ore 22.30, 00.15, 01.15, e 02.15 / 15m / 4 repliche
Marco Bernacchia
Recycling racing: il nuovo mezzo di trasporto creativo
Installazione
Lo spazio urbano può essere attraversato in tanti modi: in macchina, in autobus, in scooter. Ma qual è il mezzo migliore oltre alle nostre gambe ed i nostri piedi per avere un contatto con la strada? La bicicletta!
Pedalare, sentire i muscoli che lavorano in salita e il vento in faccia durante la discesa, percepire tutti i rumori della città, schivare gli ostacoli, fermarsi ad un semaforo e toccare con le proprie scarpe l'asfalto, arrivare sudati alla meta. Questo mezzo ci permette di percorrere lo spazio urbano accorciando le distanze senza avere corazze di protezione, riportandoci ad una sana sete di esplorazione: dall'asfalto ai sentieri sterrati di campagna, dalle piste ciclabili alle pavimentazioni medievali. Le vibrazioni della terra si sentono sempre, nonostante tutto.
La bicicletta diventa quindi lo strumento privilegiato per attraversare la realtà circostante: nasce nella città e muore in essa.
Quante volte abbiamo visto delle biciclette abbandonate ai bordi delle strade e almeno una volta ci siamo fatti una serie precisa domande: Di chi sarà? Funzionerà ancora? E se ne prendessi una? Magari ci faccio un giro e poi la restituisco... Tutti subiamo il fascino poetico di una bicicletta anche se è un pezzo di ferro arrugginito ed ha le gomme bucate. E allora perché abbandonarla agli angoli delle strade quando ha finito di esserci utile? Perché non farla rivivere, magari personalizzandola? Perché non riciclarla?
Da questa semplice affermazione è scaturito il concetto alla base di Recycling Racing, l'opera di Marco Bernacchia composta da sei biciclette, due video e alcuni poster. Il progetto in collaborazione con la galleria White Project di Pescara nel 2010, iniziato con un workshop e terminato con una mostra a cura di Stefano Verri, viene riproposto a NotteNera riflettendo sul significato della trasformazione degli oggetti quotidiani. L'artista ha concesso una seconda vita a questi mezzi di trasporto che hanno gareggiato per il centro di Pescara, decretando persino un vincitore al quale è stato consegnato un premio simbolico.
Marco Bernacchia ha proposto un vero e proprio laboratorio recuperando ai bordi delle strade delle bici abbandonate, rielaborandone una ad una. Innesti di manubri, forcelle, modificazione di telai e una passata di vernice: l'evoluzione meccanica e creativa permette di riutilizzare ferri vecchi e cigolanti facendoli diventare la metafora perfetta della società consumista, abituata ad un ciclo di vita degli oggetti sempre più breve.
Recuperare i materiali trasformandoli anziché smaltirli è l'essenza di Recycling Racing che si colloca a metà strada tra la riflessione dello realtà cittadina e l'ecologia, considerando la bicicletta come un veicolo a propulsione muscolare umana per esplorare il tessuto urbano.
Federica Mariani
Federico Paino, Lorenzo Binotti
Come il comandante generale delle truppe guarì dall'insonnia il suo sultano Mamaluch Pascià
Installazione sonora site specific per 6 persone alla volta
Fiaba di Sergio Tofano
Voce recitante_ Federico Paino
Riprese e sonorizzazione_ Lorenzo Binotti
Produzione_ Unnecessary Productions di Fossombrone
L'ascolto non è cosa poi così scontata. Necessita di tempo e spazio. Si riesce ad essere davvero soli, e ad ascoltare, solo se immersi in un contesto fuorviante, in cui si possa cercare questo momento di solitudine perfetta con un atto di precisa volontà.
La fiaba, nell'accezione più ampia del termine, costituisce probabilmente l'archetipo della narrazione.
Da questi due spunti prende vita il nostro lavoro sulle fiabe di Sergio Tofano, autore di fiabe tra i più prolifici, efficaci e "musicali" del '900.
Costruire un momento di abbandono solitario al gioco musicale e letterario, semplicissimo ma forse per questo raro e prezioso.
Per saperne di più:
» Bio Federico Paino
» Bio Lorenzo Binotti
Dove e quando:
GIARDINO PRIVATO
VIA GARIBALDI 13G*
Dal tramonto
*Ingresso disciplinato - massimo 6 persone alla volta
Floriano Ippoliti
Veritá e bellezza
Dipinti e sculture
Dal 14 luglio al 2 settembre Serra de' Conti ospita una personale dell'artista marchigiano Floriano Ippoliti, curata dal Prof. Stefano Papetti e realizzata grazie alla prestigiosa collaborazione con l'Amministrazione comunale e i Musei Civici di Ascoli Piceno. Con il titolo "Verità e bellezza" la rassegna comprende oltre 60 opere tra dipinti e sculture, sette delle quali ( di grandi dimensioni) esposte in luoghi suggestivi del centro storico, hanno la possibilità di incontrare visitatori anche inaspettati mentre ne viene esaltata la capacità di dialogo scenografico con angoli, piazzette e scalinate del Paese. Le altre sculture e tutti i dipinti sono esposti nelle sale della residenza municipale.
La Mostra incontra la suggestiva atmosfera di Nottenera
In una fase culturale caratterizzata dalla caotica ricerca di nuove soluzioni estetiche e tecniche, che sembra connotare l' arte nei decenni a cavallo fra il II e III millennio, la coerenza con cui Floriano Ippoliti, a partire dagli anni '70, ha improntato la propria attività di pittore e di scultore appare come il risultato di una ponderata scelta che, senza rinunciare al confronto con la tradizione, cerca di mediare gli autorevoli modelli del passato con le più moderne istanze espressive.
Tanto nel campo pittorico quanto in quello scultoreo, l'artista anconetano mostra una approfondita conoscenza dei grandi autori del Rinascimento: di Paolo Uccello e di Piero della Francesca in ambito figurativo, di Donatello e dei più celebrati maestri fiorentini nel campo plastico. Sostenuta da una egregia perizia tecnica, la produzione di Ippoliti dimostra come, nel quadro di una ricerca capace di interpretare le urgenze espressive dell'uomo del XXI secolo, si possa trovare ispirazione nella tradizione senza per questo apparire artisti estranei alle dinamiche del contemporaneo.
La politezza formale e il rigore razionale che guidano la creatività di Ippoliti, espresse in tele impaginate secondo rigorosi schemi prospettici, non rinunciano a confrontarsi con il mondo interiore e la componente espressiva che sono considerate elementi caratterizzanti tutto il percorso artistico del XX secolo.
Andrea Martignoni
Rassegna Cinema Animazione
a cura di Andrea Martignoni
Spazio a cura di Carlo Ceresani
Non-Stop di corti animati scelti tra il meglio della recente produzione delle scuole di cinema di animazione più importanti del mondo: un colpo d'occhio sul grande futuro dell'animazione internazionale.
Dalla Finlandese Turku Arts Academy, vincitrice del premio come miglior scuola di animazione al festival di Zagabria 2012 con il pluripremiato cortometraggio Kuhina di Joni Männistö, alla Estone Esti Kunstiakadeemia ben rappresentata da Fly Mills di Anu-Laura Tuttelberg, da Nana Bobò, il selezionatissimo cortometraggio prodotto dal Centro Sperimentale di Cinematografia sezione Animazione di Torino, ai più recenti lavori usciti da quella fucina di talenti che è la Tokyo University of the arts....e... tanto altro!!
Per saperne di più:
Dove e quando:
PIAZZA O. CAUSIT
Dalle 22.00 alle 23.00 per bimbi e dalle 01.00 alle 04.00 per adulti
Giulia Casagrande
In futura costruzione
Cortometraggio
" Noi non cesseremo l'esplorazione e la fine di tutto il nostro esplorare sarà giungere là da dove siamo partiti e conoscere il luogo per la prima volta".
T.S. Eliot
Sinossi
Una giovane operaia vive in una città di provincia sulla costa adriatica. Attraverso l'incontro con persone diverse, la giovane scopre che la città nasconde al suo interno una enorme fabbrica abbandonata, un tempo centro nevralgico della vita lavorativa della città. Attirata dallo spazio vuoto e dagli enigmi che esso porta con sé, la ragazza decide di confrontarsi con i fantasmi che popolano sia lo spazio rovinato, sia la sua vita personale, sospesa tra un presente incerto e l'attesa di un futuro ancora da costruire.
Note
Il film nasce dal desiderio di catturare gli ultimi momenti di vita del Cementificio Italcementi Sacelit di Senigallia prima della sua scomparsa. La fabbrica ha rappresentato durante il XX° Secolo, un importante centro di attività industriale e di lotta sociale per la città di Senigallia. La sua storia é legata alla produzione di cemento e di prodotti contenenti cemento-amianto che hanno causato la morte di numerosi operai. Rovina industriale a pochi passi dalla turistica costa adriatica, questa zona é presto diventata centro d'interesse che porterà alla costruzione di un complesso residenziale di lusso.
Questo film racconta l'incontro tra due personaggi, una vecchia fabbrica e una giovane donna. Mentre esploriamo la trasformazione dello spazio, evocandone i vari momenti di vita: il suo presente sospeso tra un passato industriale e la futura costruzione del complesso alberghiero, mostriamo contemporaneamente la deriva di una giovane operaia di oggi, che confrontata alla complessità di un presente lavorativo precario, trova nella vecchia fabbrica, uno spazio di confronto, rovinato ma creativo, che attende future costruzioni possibili.
INFORMAZIONI TECNICHE
TITOLO In futura costruzione
REGIA Giulia Casagrande
SCENEGGIATURA Giulia Casagrande e Esteban Restrepo
FOTOFRAFIA Giulia Casagrande
MONTAGGIO Léontine Bob
SUONO Verenice Benitez
SCENOGRAFIA Giulia Seritelli
PRODUZIONE Giulia Casagrande & Il mandorlo in fiore
INTERPRETI Elena Durazzi, Gleni Caci, Elio Casagrande, Maria Rosaria Fontemagi, Marcello Moschini.
FORMATO DI RIPRESA HDV
GENERE Finzione
PAESE Italia
ANNO 2012
ASPETTO IMMAGINE 4/3
DURATA 24 minuti
SUONO Stereo
LINGUA Italiano
SOTTOTITOLI Inglese, Francese
Carlo De Mattia, Claud Hesse
Big Conscience
Installazione interattiva
Autori:
arch.Carlo De Mattia (Architetto)
Claud Hesse (Artista)
con
Simone Alessandrini (Designer&Artigiano)
ing.Emanuele Frontoni (Engineering)
Collaboratori:
Valerio Placidi (Azienda GROTTINILAB)
Marco Rossi (Azienda GROTTINILAB)
ing.David Maccaroni (Azienda GROTTINILAB)
ing.Mirko Pupilli (Azienda P.M.)
ing.Andrea Arcangeli (Azienda EST)
Giorgio De Mattia (CAD designer)
Michele "Taz" Mobili (supporto logistico)
Si Ringraziano:
Camera di Commercio di Macerata
ADAM Accademia delle Arti Macerata
Big Conscience, presentata in anteprima nell'aprile 2012 all'Istituto Italiano della Cultura di Berlino presso il palazzo dell'Ambasciata Italiana, è un'installazione che non vuole solo essere contemplata ma anche provocata; i suoi globi ("neuroni") reagiscono al suono con segnali luminosi e vibrazioni dando vita a una vera e propria esperienza multisensoriale. Big Conscience restituisce al visitatore l'azione sonora sotto un'altra forma. Ogni "neurone" ha una propria capacità di ascolto e risposta agli stimoli sonori; avvicinandosi e parlando si potrà interagire con essi e arrivare a scoprirne, toccandoli, la sostanza morbida e calda al tatto. Il risultato è l'instaurarsi di una relazione di empatia tra l'installazione e il visitatore; ciò avviene in primis attraverso il carattere cyber di questi oggetti sintetici e dalla consistenza quasi carnosa, ogni vibrazione assume una connotazione biomorfa. In secundis grazie alla percezione del "sé" che il visitatore sperimenta muovendosi attorno all'opera con cui esplora il suo spazio peripersonale, ovvero quell'ambito subito fuori dal nostro corpo che consideriamo di pertinenza propria. In questo modo la nostra rete neuronale, considerata come la sfera intima ove risiede la coscienza, viene idealmente ribaltata attraverso la sua figurazione, portandola all'esterno e amplificandone le dimensioni. Questa rappresentazione è potenziata dalla capacità interattiva donata alla materia siliconica che porta l'opera ad un cortocircuito di senso: rivolger(si) la parola nell'esplorar(si) crea un gioco di relazioni riflesse in cui rincorriamo la nostra consapevolezza.
L'opera porta inoltre a riflettere su quale sia la reale natura di ciò che è dotato di un corpo fisico e di un'"anima" digitale. In futuro ci abitueremo a considerare come attive gran parte delle cose che useremo e degli spazi che abiteremo; sarà fondamentale appropriarsi di un nuovo paradigma in cui saremo parte di un sistema di relazioni attive e reattive prima ancora che di un mondo oggettuale. Innescheremo rapporti empatici, spesso basati sulla sinestesia, con gli oggetti attorno a noi; in questo il cuore dell'innovazione portata da Steve Jobs sta tutta nell'aver dato una forma tangibile e familiare alla natura del digitale.
Infine Big Conscience nasce nel 2011 dall'incontro tra Carlo De Mattia, attivo nell'esplorare e ibridare i confini tra spazio fisico e spazio del flussi informativi, e Claud Hesse, autrice di una propria ricerca interdisciplinare in cui indaga i confini tra arte e scienza, i cui saperi sono solo apparentemente distanti tra loro. Per dirla con le parole del fisico teorico Ignazio Licata: "Questa condivisione del giocare con filtri cognitivi, che non vanno confusi con la "verità" ultima del mondo ma ci richiamano piuttosto alla responsabilità delle nostre scelte e dei nostri linguaggi, è ciò che unisce, a monte, il lavoro di scienziati ed artisti". Così Big Conscience è, allo stesso tempo, un'opera d'arte e un esempio di artigianato tecnologico in cui pensiero artistico, design dell'interazione e ingegneria hanno agito in continuità.
Uno degli aspetti più interessanti emersi nel portare a termine l'arduo lavoro di coordinamento, confronto e dialogo tra discipline e capacità tanto distanti è stato l'aver sperimentato in modo olistico la techné contemporanea: materiali e tecniche produttive derivate dalla produzione industriale sono stati modulati e interpretati secondo modalità manuali e artigianali. Big Conscience è profondamente contemporanea nell'esser frutto del saper fare di quell'uomo artigiano a cui Richard Sennett affida oggi una parte importante del nostro futuro.
Per saperne di più:
» Bio Carlo De Mattia
» Bio Claud Hesse
Dove e quando:
CHIESA DI S. CROCEV
Dal tramonto
Lorenzo Arcangeli ed Enrico Beltrani
Tentativo di fare a meno della guerra
Collage su tavola, 230 x 120 cm
Prendete un vocabolario, cercate la parola "guerra" e troverete questa ampia definizione: "evento sociale e politico generalmente di vaste dimensioni che consiste nel confronto armato fra due o più soggetti collettivi significativi". L'etimologia della parola tedesca "gwarra" però ci riporta un significato più dettagliato in un solo termine: "mischia". Proprio questo determina la genesi di quest'opera concepita da Ico (Enrico Beltrani) e Loa (Lorenzo Arcangeli), un duo artistico indipendente che lavora nell'Atelier di via Togliatti a Serra De' Conti, un punto di incontro per gli amanti dell'arte e della cucina vegana.
"Tentativo di fare a meno della guerra" è un'orgia contemporanea che declina il concetto in tutti i suoi aspetti: dalla guerra per il petrolio a quella finanziaria, dalla guerra di religione a quella mediatica. La società si compone di microconflitti quotidiani rappresentati dal collages di immagini alla base dell'opera, partendo dalla stratificazione della guerra nei secoli.
L'opera nasce dalla rielaborazione del trittico di Paolo Uccello "Battaglia di San Romano" (1438 circa): otto cavalieri di cartone con le armature formate da innesti di materiale riciclato come tessuti e ferro, compongono il primo strato visibile dell'opera racchiuso da un gioco di piani formati da lastre di plexiglass e collages di icone contemporanee. Il pannello è composto da molteplici strati di immagini che corrispondono ad altrettanti punti d'osservazione possibili e soggettivi. Il conflitto è insito in ogni singolo dettaglio: leader politici provano ad aggiudicarsi viaggi interstellari, duchi neofanatici delle due ruote messi a tappeto dal popolo insorto, profeti crocefissi nonostante abbiano salvato il mondo, monaci e guru improvvisati contaminati da droga, sesso e centrali nucleari. Ognuno ha un valido presupposto per dichiarare guerra, tutti si ammassano gli uni contro gli altri, annullandosi a vicenda. La dimensione 1:1 di un confronto umano con valori cavallereschi oggi lascia spazio agli scontri armati sommati a quelli virtuali, rappresentati da armi intellettualmente sofisticate come i mass media e il denaro. Queste immagini con reminiscenze storico-culturali convivono nell'opera, sovrapponendosi fisicamente ma arrivando ad un'armonia utopica, un tentativo appunto, quello di fare a meno della guerra che si disputa in un piano cosmico surreale e ironico.
Federica Mariani
TU_Tenerezze Urbane. Pratiche creative quotidiane
Fior di Latte_giardino secondo quantità
Installazione + laboratorio
Terza azione tenera sulla Trasformazione
a cura di: Cristiana Riccione
Tu_Tenerezze Urbane è un progetto di S.Maggiori
Inseriamo rifiuti vari, riciclo, giardino, in un barattolo di latta.
Mescoliamo con vigore. Avvolti da una sottile lamina metallica, gli elementi si riconoscono e si dispongono a nuova vita.
Si abbracciano in un'inedita combinazione materica, ricca di colore.
Ora lasciamo che la novella forma riposi un po'.
Per saperne di più:
» Bio Manifesto Poetico
» Bio Cristiana Riccione
Dove e quando:
SCALETTE PIAZZETTA DELLA CROCEQ
Dal tramonto
Renato Gasperini
Ogni altra cosa era differente
Mostra fotografica
È forse perché la luce - accesa o spenta - organizza in bit ogni istante della nostra vita, che il mezzo fotografico è diventato lo strumento più attuale per esprimere anche le nostre emozioni.
Una particolare sensibilità nella percezione della luce permette a Renato Gasperini di disegnare i neri delle ombre con forme che vanno al di là della realtà. Le immagini non raccontano solo ciò che si vede, ma amplificano la possibilità di espressione arricchendola con gli stati d'animo e le emozioni.
È infatti al di là delle immagini e delle figure realmente rappresentate che si colloca il centro comunicativo di Renato Gasperini; il fotografo fa un uso sapiente della macchina fotografica, tutti i movimenti e le sovrapposizioni sono fatte in ripresa, e attraverso la tecnica dello sfocato e del mosso l'artista ricerca presenze diverse da quelle visibili.
Nella serie dei paesaggi sovrappone trasparenze che allontanano i luoghi naturali dalla loro rasserenante realtà, trovando nei segni umani che attraversano gli spazi quella dimensione interiore a cui l'uomo non sa più dare voce, perché privato, dalla velocità, di ogni tempo di riflessione. Le foto si popolano di personaggi: in trasparenza o stagliate nette sul fondo, immaginate o ricordate, stanno ad indicare quanto può essere profonda la realtà. Piccoli occhi di luce, inanimate presenze che inscatolano l'operato dell'uomo e ne proteggono un'umanità che corre il rischio di disperdersi, rarefarsi nell'immensità del paesaggio. La poetica che racchiude la ricerca fotografica di Renato Gasperini parte da qui, dalla rilevazione di presenze di umanità che si disciolgono nello spazio, troppo piccole e timide per occuparlo in modo arrogante, troppo grandi per sparire del tutto e non lasciare un segnale del proprio passaggio.
Annalisa Filonzi
Museo Balì
Spazio alle stelle
Osservazione volta celeste
A cura di Francesco Eusepi
L'immancabile appuntamento con l'osservazione della volta stellata si fa in tre! Per soddisfare le numerose richieste, il pubblico avrà un'occasione in più per essere condotto nel prato in collina dove osservare a occhio nudo, sotto la guida dell'esperto, le principali costellazioni. L'orientamento sotto la volta stellata e il fascino dei miti sono due dei principali canali toccati.
Per saperne di più:
Dove e quando:
RITROVO PIAZZA LEOPARDII**
Ore 23.45, 00.45 e 01.45 / 1h / 3 repliche
Ritrovo P.zza Leopardi / passeggiata fino in collina per l'osservazione
Labotto
Non aprire questo libro!!!
Laboratorio sulla trasformazione delle storie per i più piccoli
...perchè il racconto non è compiuto...,
perchè il racconto può cambiare...,
il racconto si può TRASFORMARE...
Un piccolo laboratorio dove i più piccoli potranno sostituire le parole, la loro posizione o la punteggiatura di una frase partecipando alla trasformazione di una storia.
Una Storia Paurosa si trasformerà in una Storia Divertente, un Storia D'Amore in una Storia d'Avventura .... e non è detto che il lieto fine sarà la scelta migliore...
Per saperne di più:
Dove e quando:
PIAZZA DELLE TRASFORMAZIONIS
Ore 21.00 e 22.00 / 1h / 2 repliche
Apertura straordinaria del MUSEO delle Arti Monastiche
Solo dalle ore 00.30 alle 2.00. Possibilità di visita guidata 45 min circa.
Dove e quando:
MUSEO DELLE ARTI MONASTICHEE*
Dalle ore 00.30 alle 02.00
Ingresso ridotto 3 €
*Ingresso da Piazza del Comune
Piazza delle Trasformazioni - Piattaforma di connessioni Tenere tra modelli di socialità in trasformazione tutti da scoprire o da Ri-scoprire!
Ciclofficina popolare
Dal tramonto si proverà a creare l'evento ciclofficina popolare anche alla Nottenera. Per questo verrà allestito un banchetto con tutti gli strumenti principali per aggiustare una bicicletta. Chiunque ne abbia necessità può portare la propria bici per un chek-up o per ripararla. Degli assidui frequentatori delle ciclofficine popolari saranno lì a disposizione per aiutarvi a aggiustare la vostra bicicletta o semplicemente a rispondere alle vostre domande. Magari bevendo insieme un bicchiere di vino. Il tutto senza fretta. Il tempo necessario per conoscersi meglio e intessere nuove relazioni proficue anche per il futuro.
Per saperne di più:
» Cos'è una Ciclofficina popolare
» Racconto Ciclofficina
Dove e quando:
PIAZZA DELLE TRASFORMAZIONIS
Dal tramonto
Piazza delle Trasformazioni - Piattaforma di connessioni Tenere tra modelli di socialità in trasformazione tutti da scoprire o da Ri-scoprire!
Trasformazioni - La vendetta delle arti femminili: da tradizione antiquata ad arte contemporanea e design d´avanguardia.
Intervento a cura di Gaia Segattini
Come le tecniche di fai da te femminili più tradizionali:il ricamo, il lavoro a maglia ed uncinetto, sono state riscoperte ed attualmente utilizzate da giovani creativi di tutto il mondo, sotto forma di arte di strada, installazioni ed oggettistica di ultima generazione. Un processo di reciproco scambio in cui l'artigianato diventa sorprendente ed il design dotato di un'anima popolare. Se pensavate che fossero solo "cose da vecchiette", vi ricrederete.
Per saperne di più:
Dove e quando:
PIAZZA DELLE TRASFORMAZIONIS
Dalle ore 23.00 alle 00.00
Piazza delle Trasformazioni - Piattaforma di connessioni Tenere tra modelli di socialità in trasformazione tutti da scoprire o da Ri-scoprire!
Pratica del WORLD CAFÈ
MAT Movimento Ancona In Transizione
Le persone siedono attorno a piccoli tavoli e discutono liberamente, stimolati dalle domande lanciate dall'"oste", un membro del MAT sarà il "facilitatore" della conversazione.
Come in ogni caffè le persone possono scrivere e disegnare sulla tovaglia, possibilmente di carta, e se vogliono possono alzarsi e cambiare tavolo, oppure farlo al suono convenzionale di una campanella. Questo ha lo scopo di favorire al massimo gli incroci e la mescolanza tra i presenti.
In ciascun tavolo si discuterà di un tema preciso (mobilità, cibo, energia, consumi, ecc.) e l'"oste" avrà precedentemente preparato alcune domande-guida, per stimolare la conversazione. Vi saranno domande formulate per illuminare la questione, il tema; domande formulate per approfondire il tema e collegare le diverse idee che sorgono nella conversazione; domande per invitare a guardare avanti, a immaginare il futuro.
Il World Cafè si prefigge di valorizzare i contributi dei singoli partecipanti, collegare idee diverse, evidenziare ciò che accomuna le persone, scavare in profondità per far emergere le questioni importanti, ma soprattutto vuole favorire l'emersione di quella che si potrebbe chiamare "intelligenza collettiva", quel sapere condiviso e rivolto al futuro che si sviluppa quando idee, progetti e sogni si collegano in modo innovativo e creativo.
Ovviamente i temi, le conversazioni e le domande saranno incentrate e ispirate dal macro-tema della "trasformazione": immaginare una società meno dipendente dal petrolio, un consumo responsabile e "localizzato", una mobilità sostenibile e poco impattante, implica sempre e comunque una trasformazione del nostro stile di vita. La trasformazione si presenta dunque come il fenomeno di base che accompagna qualsiasi iniziativa di "transizione".
Per saperne di più:
Dove e quando:
PIAZZA DELLE TRASFORMAZIONIS
Dalle ore 00.00 alle 02.00
Scuola Visioni del Contemporaneo
Agguati in Tour!
Scuola Visioni del Contemporaneo
La perfomance si insinua negli spazi urbani.
Alcuni lavori maturati al termine del primo anno di corso, faranno tappa a Nottenera.
Per saperne di più:
» Bio Scuola Visioni del Contemporaneo
Dove e quando:
CHIEDERE AL PUNTO INFO
Dal tramonto
In caso di pioggia, sarà assicurata una programmazione ridotta utilizzando spazi al coperto.